PostHeaderIcon Sicani, "Fare sistema"

Il territorio del nascente parco dei Sicani e', in questi giorni, teatro di un nuovo movimento, di incontri e dibattiti che si susseguono per spiegare al tessuto locale le opportunità legate all’approvazione dell’emendamento istitutivo.

 
Da Bivona a Castronovo, passando per tutti e 12 i paesi interessati, si susseguono gli incontri e le domande.


Sarà un parco ricco di opportunità?
“Certamente”, spiega a Siciliaparchi il sindaco di Burgio Ferrantelli, che guida il comitato incaricato di elaborare la proposta progettuale che dovrà poi essere trasmessa direttamente all’assessorato regionale territorio e ambiente che emetterà il decreto istitutivo, pena la nomina di un commissario.

“Stiamo facendo passare il messaggio che il parco è una opportunità unica per rilanciare il comprensorio. Alla tutela naturale si affiancherà una crescita economica legata all’ambiente, alla cultura, all’artigianato, ai prodotti tipici. Il parco sarà come un marchio di qualità del territorio, e ne deriverà che tutti i suoi prodotti saranno in modo transitivo, prodotti di eccellenza destinati a varcare i confini dei mercati locali”.

Nuove opportunità saranno legate all’utilizzo di fondi comunitari, ultima chance. E’ per questo che diversi Comuni chiedono di entrare nel Parco?
“Certo, non voglio anticipare nulla, rispetto ad una proposta che è in corso di elaborazione, ma diversi comuni bussano alla porta perché hanno intuito le potenzialità dell’essere nel territorio dell’area protetta”.

Una proposta sulla quale è in corso un vivace dibattito.
"Stiamo lavorando accanto a tutti i Comuni, con i sindaci rappresentanti, con le associazioni ambientaliste, con l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, con gli ispettorati agrari, con il Dipartimento Foreste, per una ipotesi che sappia tenere conto di tutti i fattori, naturalistici, forestali, amministrativi, urbanistici. Abbiamo in mente di proseguire su questa strada, con l’intento di lavorare per un parco gestibile, facendo tesoro anche degli errori del passato, con la consapevolezza che non si può far scorrere inutilmente la clessidra,”.
In Sicilia ci sono già quattro parchi. Quale sarà l’identità e la specialità dei Sicani?
“Sarà una identità legata allo stretto connubio tra aspetti naturalistici ed uomo, tra segno umano e segno naturale. Dalle quercete di palazzo Adriano alle ceramiche e campane di Burgio, città dalle 24 chiese, passando attraverso gemme d’architettura come il santuario di Rifesi immerso nel verde, la sfida sarà quella di coniugare la tutela e valorizzazione dell’ambiente con la promozione delle attività umane, e più in generale della presenza armonica dell’uomo accanto alla natura”.
Una sfida da non poco conto, sulla quale si gioca il futuro di quest’area della Sicilia ancora non abbastanza conosciuta. (Ivan Trovato)

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Giugno 2010 16:35)