Sicani, una guerra politica?
“A fronte del quadro economico e congiunturale, a fronte dei tagli, della crisi che stiamo vivendo per il collasso del sistema, di cui la vicenda precariato è solo una spia, il futuro è tutto nello sviluppo locale. Il parco dei Sicani può rappresentare una risposta efficace al triste momento, a sostegno di tutta la popolazione dei dodici Comuni”.

Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona, autorevole deputato regionale del PD, oltre che padre dell’emendamento istitutivo del Parco dei Sicani, non ha usato mezze parole, qualche giorno fa nel corso dell’incontro pubblico che il Comune agrigentino ha ospitato sul tema della nascente area protetta.
L’occasione, è stata l’appendice sicana della festa dei Piccoli Comuni che Legambiente Sicilia ha chiamato con un slogan azzeccato, “Voler bene ai Sicani”, dedicata al tema del rilancio di questa zona dalle notevoli potenzialità.
“Non è più tempo di Guelfi e Ghibellini – ha ricordato Panepinto – chi non è contento elabori proposte, chiederò all’assessore regionale al territorio Di Mauro di trasmettere subito la bozza agli enti locali, ma intanto passi il messaggio che il parco è realtà. A breve con l’Azienda Foreste stipuleremo un accordo per l’infrastrutturazione sentieristica, quattro milioni e mezzo di euro per aprire il parco al pubblico. A settembre parte la scuola alberghiera, diffonderemo la cultura della recettività nella nostra area”.
Così, l’infaticabile Mimmo Fontana ed il dinamico Giovanni Panepinto si sono ritrovati insieme ad ascoltare la voce dei sindaci, che l’otto aprile scorso hanno detto si a larga maggioranza ad una proposta di perimetrazione che, seppur suscettibile di variazioni (dal Territorio alla IV Commissione ARS ai Comuni), ha il merito di aver saputo rispettare i tempi imposti dall’emendamento istitutivo.
Assente il governo regionale, parlano i sindaci del no, quelli che hanno dovuto opporsi, per rispettare i diktat di partito, ma che sotto sotto sostengono l’idea. Prizzi, Palazzo Adriano, Alessandria della Rocca, Giuliana, dicono di aver votato contro una proposta per sollecitare alla Regione il caso dei piccoli comuni siciliani, o per contestare un atto di forza sulla proposta, lamentando una mancanza di concertazione. Il voto contrario come strumento di rivendicazione su altri temi. Ci credereste?
Li guarda con attenzione anche Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ma soprattutto neo presidente della comunità del Parco del Cilento, giunto su invito di Legambiente. “Noi – spiega – abbiamo richieste di Comuni che vogliono entrare, i comuni del nostro parco sono modelli e simbolo di gestione del territorio. Da poco abbiamo varato una rete idrica che insieme all’acqua potabile distribuisce una linea non potabile, ad esempio per il wc, e la gente risparmia”. Cose dell’altro mondo, in una provincia dove l’acqua è l’emergenza numero uno.
Per Angelo Di Marca, che in Legambiente segue le aree protette e le riserve “l’emergenza vera sono i tagli che la Regione ha appena disposto”, e a lui si aggiunge Angela Cannizzaro, consulente del Comune e dottore forestale che segue gli aspetti scientifici del Parco. “Trovo scandalosa – dice – l’assenza della Regione, e mi auguro che non anticipi un immobilismo che non ci possiamo permettere. E’ palese il rischio paralisi, mentre gli operatori privati sperano nel parco, lavorano ai centri di educazione ambientale, e servirebbero già strategie di marketing ed indagini anche sul patrimonio culturale e geologico”.
Come darle torto? La sfida è vincere le resistenze, e non a caso il presidente del Comitato, e sindaco di Burgio Ferrantelli, che tra un paio di giorni inaugura il museo della Ceramica - ricorda che “occorre stare uniti per arginare la crisi”. E questa compattezza va cercata creando un spirito comune. “Non a caso – ha aggiunto Mimmo Fontana –ritengo la vera sfida la creazione di una identità sicana, un legame che unisca tutti nel nome dell’amore per i Sicani”.
Proprio quello da cui occorre partire. (Ivan Trovato)
Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Giugno 2010 17:38)



